Antonio Lucio Vivaldi (Venezia, 4 marzo 1678 – Vienna, 28 luglio 1741) è stato un compositore e violinista italiano legato all’ambiente del tardo barocco veneziano.
Vivaldi visse nella Venezia settecentesca, una città sontuosa e ricca, in festa per almeno metà dell’anno.
Nato nel 1678, fu un precoce musicista: il padre, violinista in S. Marco, si faceva sostituire dal figlio poco più che decenne. Avviato all’educazione ecclesiastica, all’età di 25 anni fu ordinato sacerdote, ma per motivi di salute fu dispensato dal celebrare la messa. Entrò allora nell’Ospedale della Pietà (uno degli ospizi da lungo tempo sorti a Venezia per raccogliere e istruire le ragazze orfane, abbandonate, illegittime) come maestro di violino.

La raccolta di concerti più famosa anche fra il pubblico di oggi è senz’altro l’op. 8 “Il cimento dell’armonia e dell’invenzione”, che si apre con le celebri “Stagioni”: quattro concerti solisti per violino e orchestra d’archi, preceduti da altrettanti sonetti esplicativi, che riescono a ricostruire le atmosfere naturalistiche descritte dai sonetti stessi.
L’Inverno, in Fa minore, il concerto che prediligo, viene descritto in tre momenti: l’azione spietata del vento gelido (allegro), il secondo movimento, tra i più celebri delle quattro stagioni, della pioggia che cade lenta sul terreno ghiacciato (adagio) e la serena accettazione del rigido clima invernale (allegro).
Allegro non molto
Agghiacciato tremar tra nevi algenti
Al Severo Spirar d’orrido Vento,
Correr battendo i piedi ogni momento;
E pel Soverchio gel batter i denti;
Largo
Passar al foco i dì quieti e contenti
Mentre la pioggia fuor bagna ben cento
Allegro
Caminar Sopra il ghiaccio, e a passo lento
Per timor di cader girsene intenti;
Gir forte Sdruzziolar, cader a terra
Di nuovo ir Sopra ‘l giaccio e correr forte
Sin ch’ il giaccio si rompe, e si disserra;
Sentir uscir dalle ferrate porte
Scirocco, Borea, e tutti i Venti in guerra
Quest’ è ‘l verno, ma tal, che gioja apporte.